Confagricoltura respinge gli attacchi strumentali e ribadisce il proprio impegno a favore della ricerca scientifica, dell’innovazione e della sicurezza alimentare. «Sosteniamo il progresso, tutelando la naturalità delle nostre produzioni e gli interessi degli agricoltori».
«Non ci pieghiamo ad attacchi strumentali. Continuiamo a sostenere l’innovazione senza ideologia, salvaguardando la naturalità delle nostre produzioni». È questa la posizione ribadita da Confagricoltura in relazione alle recenti polemiche che hanno coinvolto la Confederazione e il presidente Massimiliano Giansanti.
Dal 1920 Confagricoltura rappresenta le imprese agricole italiane, promuovendo il dialogo e le sinergie tra agricoltura, ricerca e sistema produttivo. La convinzione è che scienza, innovazione e ricerca siano strumenti fondamentali per rafforzare la produttività, garantire la sicurezza alimentare e sostenere la competitività delle aziende.
Le imprese agricole, attraverso il lavoro quotidiano di generazioni di agricoltori, assicurano cibo, presidio del territorio e sviluppo economico, anche nelle aree interne. Per questo è necessario mettere gli imprenditori nelle condizioni di produrre di più e meglio, valorizzando le specificità e le vocazioni dei territori.
Ricerca e innovazione per il futuro dell’agroalimentare
Confagricoltura considera strategica la collaborazione tra agricoltura, cooperazione e industria, una sinergia che ha contribuito ai risultati raggiunti dal Made in Italy agroalimentare. Un patrimonio da tutelare, garantendo il giusto riconoscimento al valore prodotto da coltivatori e allevatori lungo tutta la filiera.
In questa prospettiva si colloca Food4All, proposta di partnership pubblico-privata a livello europeo, promossa anche da Confagricoltura per sostenere ricerca, innovazione, formazione e trasferimento tecnologico nell’intera filiera agroalimentare.
Il progetto guarda a soluzioni innovative come le nuove tecniche genomiche, le bioscienze e l’economia circolare, insieme all’agritech e alla digitalizzazione. Strumenti che possono contribuire a ridurre l’impiego di prodotti chimici, ottimizzare le risorse e rendere le produzioni più resilienti ai cambiamenti climatici.
Tra i sostenitori di Food4All figurano anche il Copa-Cogeca e il CEJA, il Consiglio europeo dei giovani agricoltori.
Condizionalità sociale, servono regole europee omogenee
Confagricoltura interviene anche sul tema della condizionalità sociale della PAC, ribadendo una posizione netta contro il caporalato e ogni forma di sfruttamento del lavoro. Le imprese che si rendono responsabili di tali comportamenti non devono poter beneficiare di risorse pubbliche.
La critica della Confederazione riguarda, invece, le modalità di applicazione delle norme e la necessità di strumenti più efficaci ed equilibrati. In Europa, infatti, coesistono 27 diversi sistemi normativi in materia di lavoro, con criteri non omogenei per la valutazione delle violazioni e la determinazione delle sanzioni. Una frammentazione che può generare disparità tra gli Stati membri e distorsioni della concorrenza.
È inoltre necessario distinguere le condotte gravi, come lo sfruttamento dei lavoratori, dalle infrazioni di natura amministrativa o dagli errori formali. In quest’ultimo caso, l’applicazione di una doppia conseguenza sanzionatoria – prima in base alla normativa sul lavoro e poi attraverso la riduzione dei pagamenti PAC – rischia di risultare sproporzionata.
La posizione richiamata da Confagricoltura è quella assunta dal Copa, con il voto favorevole della quasi totalità dei suoi membri: chiedere di non applicare la condizionalità sociale fino a quando non sarà definita una normativa quadro sul lavoro, valida e omogenea per tutti gli Stati membri.
A tutela delle imprese agricole e del sistema agroalimentare
Il presidente Massimiliano Giansanti ribadisce così il ruolo di Confagricoltura nella difesa delle imprese e nella promozione di un’agricoltura moderna, innovativa e competitiva.
Sostenere la ricerca non significa rinunciare alla naturalità delle produzioni, così come chiedere regole più chiare e proporzionate non significa mettere in discussione la lotta allo sfruttamento. Significa, al contrario, lavorare per un sistema agricolo capace di innovare, creare valore e garantire condizioni di concorrenza eque, tutelando chi ogni giorno contribuisce alla sicurezza alimentare e allo sviluppo del Paese.