Il rapporto Frantoio Italia al 30 settembre 2026 rileva 13.415 tonnellate in regione. Prevale l’extra vergine, mentre Benevento e Salerno concentrano l’82,7% delle scorte.
Il rapporto “Frantoio Italia” dell’ICQRF offre una fotografia aggiornata delle giacenze di olio di oliva nel Paese. Confagricoltura Campania presenta un focus sui dati regionali, dalla distribuzione provinciale al biologico e alle denominazioni di origine.
Al 30 settembre 2026, la Campania detiene 13.415 tonnellate di olio, pari al 6,9% delle giacenze nazionali. La regione si colloca al sesto posto in Italia e al terzo nel Sud, dopo Puglia e Calabria.
A prevalere è l’olio extra vergine, con 9.897 tonnellate, corrispondenti al 73,8% delle scorte regionali. Seguono l’olio di oliva e raffinato, con 2.169 tonnellate, e l’olio di sansa, con 1.057 tonnellate. Completano il quadro 216 tonnellate di olio vergine, 60 in attesa di classificazione e 16 di lampante.
La distribuzione provinciale evidenzia una forte concentrazione a Benevento, dove sono detenute 9.442 tonnellate, pari al 70,4% del totale campano, delle quali 7.231 di extra vergine. Salerno registra 1.651 tonnellate, il 12,3% delle giacenze regionali, con 1.231 tonnellate di extra vergine. Insieme, le due province concentrano l’82,7% dello stock regionale.
Sul fronte del biologico, le giacenze campane ammontano a 497,8 tonnellate, suddivise in 496,8 tonnellate di extra vergine e 1,0 tonnellata di olio vergine. La quota regionale sul totale delle giacenze biologiche italiane è pari all’1,6%.
Tra le denominazioni campane riportate separatamente, la DOP Colline Salernitane registra 42.141 litri, equivalenti allo 0,4% delle giacenze nazionali di oli DOP e IGP.
Le giacenze campane presentano quindi una prevalenza dell’extra vergine, che costituisce quasi tre quarti dell’olio detenuto in regione. Accanto a questa categoria, l’olio di oliva e raffinato e quello di sansa rappresentano le componenti più consistenti. Sul piano territoriale, la concentrazione delle scorte a Benevento e Salerno, con l’82,7% del totale regionale rappresenta il tratto più evidente della distribuzione campana.