Nel 2025 l’agroalimentare campano ha generato 5,76 miliardi di euro di esportazioni, confermando la Campania come prima regione del Mezzogiorno e quinta in Italia per valore dell’export agroalimentare.

È quanto emerge dal Rapporto CREA sul commercio con l’estero dei prodotti agroalimentari 2025, elaborato su dati ISTAT. La Campania rappresenta l’8% delle esportazioni agroalimentari italiane, a fronte di importazioni per 4,52 miliardi di euro, pari al 6,2% del totale nazionale. Il saldo commerciale regionale resta quindi ampiamente positivo, con un avanzo di circa 1,24 miliardi di euro.

A sostenere il posizionamento internazionale della Campania è soprattutto l’industria alimentare, che nel 2025 ha esportato prodotti per 4,95 miliardi di euro, pari al 10% dell’export nazionale del comparto. Il settore genera da solo un avanzo commerciale superiore a 2,46 miliardi di euro.

Il quadro evidenzia tuttavia alcuni elementi di attenzione. Nel complesso, l’export agroalimentare campano registra una sostanziale stabilità rispetto al 2024, con una variazione del -0,2%, mentre le importazioni crescono dell’8,1%. Per l’industria alimentare la flessione dell’export è dello 0,9%, a fronte di un incremento dell’import del 5,9%. Secondo il CREA, il rallentamento è riconducibile soprattutto alle minori vendite di conserve di pomodoro, mentre sul fronte delle importazioni incidono maggiormente prodotti ittici e oli vegetali.

Le conserve di pomodoro e pelati restano comunque il primo prodotto dell’export agroalimentare campano, con una quota del 22,6% sul totale regionale, nonostante una diminuzione dell’11,5% rispetto al 2024. Seguono la pasta alimentare, che rappresenta il 12,5% dell’export e cresce del 6,5%, gli altri ortaggi e legumi conservati o preparati, con una quota dell’8,3% e una crescita del 2,6%, e le cagliate e altri formaggi freschi, che aumentano del 12,1%.

Positiva anche la dinamica delle bevande, le cui esportazioni raggiungono i 74,1 milioni di euro, con una crescita del 10,9% rispetto all’anno precedente. Il settore primario esporta invece per 711 milioni di euro, in aumento dell’1,7%, ma continua a mostrare un saldo commerciale negativo a causa di importazioni vicine ai 2 miliardi di euro.

Gli Stati Uniti si confermano il principale mercato di destinazione dell’agroalimentare campano, con il 15,9% dell’export regionale, seguiti da Germania con l’11,9%, Regno Unito con l’11,7%, Francia con il 7,5% e Paesi Bassi con il 4,4%. Complessivamente, i primi cinque mercati assorbono oltre la metà delle esportazioni agroalimentari della regione.

I dati confermano il peso strutturale dell’agroalimentare nell’economia campana e la capacità delle nostre imprese di presidiare i mercati internazionali. Un export prossimo ai sei miliardi di euro e un avanzo commerciale superiore a un miliardo rappresentano risultati importanti.

La vera sfida, quindi, è fare sistema. Mettere in relazione dati, imprese, istituzioni e operatori della filiera affinché le informazioni generate dall’export non rimangano semplici numeri, ma diventino uno strumento di conoscenza e di crescita. L’obiettivo è trasformare i dati in valore per il settore agricolo campano, supportando le imprese nell’individuazione delle opportunità sui mercati, nell’orientamento delle strategie produttive e nella valorizzazione delle eccellenze del territorio. Solo attraverso una lettura condivisa e integrata dei dati sarà possibile costruire un’agricoltura campana sempre più competitiva, consapevole e capace di guardare ai mercati internazionali con nuove prospettive.

CREA_Rapporto commercio estero 2025