Paolo Mastroberardino, il settore vitivinicolo campano sta attraversando una fase delicata. Qual è oggi la situazione?
“Il quadro che emerge è certamente preoccupante. La situazione è stata analizzata anche nel corso della riunione della Sezione Economica Viticoltura di Confagricoltura Campania, durante la quale sono state evidenziate le difficoltà che stanno interessando il comparto. La diminuzione dei consumi di vino, legata a diversi fattori economici e al cambiamento delle abitudini dei consumatori, sta avendo ripercussioni importanti sull’intera filiera. Le cantine si trovano con una grande quantità di prodotto invenduto e le giacenze stanno aumentando, creando difficoltà sia economiche sia gestionali per le aziende vitivinicole”.
Quali sono le principali conseguenze per i produttori?
“Il rischio è quello di un forte squilibrio tra produzione e domanda. Quando il prodotto rimane fermo in cantina, il capitale dell’impresa resta immobilizzato e aumentano i costi di stoccaggio e gestione. Per molte aziende agricole significa avere meno liquidità da reinvestire nella produzione, nella qualità e nell’innovazione. Ma c’è un punto fondamentale: la produzione ha bisogno che il vino venga consumato. Dobbiamo innanzitutto lavorare per far ripartire la domanda, rendendo il vino nuovamente accessibile e valorizzandone il consumo”.
C’è anche un problema legato al prezzo del vino per il consumatore finale?
“Sì, ed è un aspetto che merita una riflessione. Il consumatore oggi è molto più attento alla spesa e spesso si trova di fronte, soprattutto nella ristorazione, a prezzi per il vino significativamente superiori rispetto al valore riconosciuto al produttore. In una fase economica nella quale le famiglie sono particolarmente attente alle proprie spese, la filiera deve impegnarsi a offrire qualità al minor costo possibile. Il nostro obiettivo è trovare un equilibrio tra un prezzo giusto per il consumatore, una remunerazione adeguata per il produttore e un margine sostenibile per tutti gli operatori della filiera”.
Quale strada bisogna percorrere per uscire dalla crisi?
“Occorre intervenire sull’intera filiera. Dobbiamo favorire una maggiore trasparenza nella formazione del prezzo, promuovere il consumo consapevole e valorizzare maggiormente i vini del territorio. È fondamentale, inoltre, sostenere le imprese nella gestione delle giacenze e accompagnarle verso una maggiore diversificazione e apertura a nuovi mercati”.
Qual è il messaggio di Confagricoltura Campania alle istituzioni e agli operatori della filiera?
“Il vino rappresenta una parte importante dell’agricoltura e dell’economia campana. Non possiamo permettere che una fase di difficoltà dei consumi si trasformi in una crisi strutturale per i produttori. Serve un confronto concreto tra agricoltori, cantine, distribuzione, ristorazione e istituzioni per ricostruire equilibrio nella filiera. Il vino deve tornare a essere percepito come un prodotto di qualità, accessibile e adeguatamente remunerato, dal campo fino alla tavola”.