Con il decreto regionale n.138 del 23 ottobre scorso, la Regione Campania ha ufficializzato l’esclusione del Comune di Grazzanise dalla delimitazione dell’area cluster per la brucellosi bovina bufalina. Un provvedimento emanato in seguito al parere tecnico-scientifico favorevole espresso dal Ministero della Salute – su conforme valutazione del Centro di Referenza Nazionale per le brucellosi.

Il pronunciamento ministeriale prima e il decreto regionale poi, rappresentano un riconoscimento ufficiale ed inequivocabile dei progressi epidemiologici conseguiti nel territorio casertano. 

I dati divulgati dal report licenziato dalla giunta regionale e aggiornati al 20 ottobre 2026 in merito al “Programma per il superamento dell’emergenza connessa all’eradicazione delle malattie infettive delle specie bovina e bufalina” documentano un cambio di passo storico. La prevalenza negli allevamenti bufalini è crollata dal 18,71% del 2021 all’1,7%; l’incidenza della malattia è ridotta drasticamente dal 12,43% del 2021 allo 0,3%. E infine, i focolai attivi sono passati dal picco di 87 del 2021 a soli 4 focolai attivi rilevati lo scorso mese.

Confagricoltura Campania sottolinea l’importanza del risultato conseguito, che testimonia il successo delle strategie messe in atto e l’efficacia del piano di eradicazione. 

Il traguardo raggiunto, è il frutto di un impegno quotidiano e rigoroso che ha visto operare in sinergia la Direzione Generale Tutela Salute della Regione Campania; il Gruppo di lavoro del Supervisore regionale del Programma di eradicazione; l’ASL di Caserta e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno.

Migliaia di controlli sanitari, rigide verifiche di biosicurezza, piani vaccinali e interventi di risanamento ambientale hanno permesso di tutelare il patrimonio zootecnico, la salute pubblica e la tenuta economica di uno dei comparti simbolo dell’eccellenza agroalimentare campana.

“Il parere favorevole dell’uscita di Grazzanise dall’area cluster e i dati epidemiologici minimi mai registrati prima dimostrano che la strada intrapresa è quella corretta. È il coronamento dei sacrifici enormi sostenuti dai nostri allevatori e dalle imprese della filiera bufalina casertana”

Tuttavia, Confagricoltura Campania richiama l’attenzione sulla necessità di mantenere alta la guardia: allentare la sorveglianza o le norme di biosicurezza rischierebbe di vanificare gli sforzi di anni e causare recrudescenze dannose per l’intera economia locale.

Pertanto il passaggio di Grazzanise verso una fase di sorveglianza calibrata sui reali fattori di rischio — pur mantenendo l’attenzione verso le contiguità territoriali con le sole due aree cluster rimanenti (Cancello ed Arnone e Castel Volturno) — deve servire da modello.

L’obiettivo finale resta uno solo: impedire qualsiasi ritorno dell’infezione e giungere alla definitiva ed irremovibile eradicazione della malattia dall’intero territorio regionale.