Sostegno straordinario alle imprese agricole colpite dall’aumento dei costi dei fertilizzanti
AGEA Coordinamento ha definito le modalità operative e gli importi effettivamente riconoscibili nell’ambito del sostegno straordinario destinato alle imprese agricole colpite dall’aumento dei costi dei concimi a base di azoto, fosforo e potassio.
La misura trova fondamento nel Regolamento (UE) 2026/1768 del 14 luglio 2026, nel Regolamento di esecuzione (UE) 2026/1894 del 27 luglio 2026, nel Decreto MASAF del 15 settembre 2026, prot. n. 0471903, e nel quadro temporaneo europeo sugli aiuti di Stato di cui alla comunicazione C/2026/2593.
Chi può beneficiare dell’aiuto
Possono accedere al sostegno gli agricoltori che abbiano presentato entro il 25 luglio 2026 la domanda di aiuto per interventi a superficie, dispongano di un fascicolo aziendale aggiornato e conducessero le superfici interessate alla data del 15 maggio 2026, sulla base di un titolo valido.
L’aiuto riguarda le colture individuate dal decreto e dallo studio ISMEA per le quali l’incremento del costo della concimazione supera l’1,5% del valore della produzione per ettaro.
Non sarà necessario presentare una nuova domanda
Il sostegno sarà gestito attraverso una procedura automatica. AGEA predisporrà nel SIAN una domanda precompilata contenente i dati del beneficiario, le superfici ammesse, le colture interessate, l’importo unitario e il contributo complessivamente riconoscibile.
Non è quindi prevista la presentazione di una nuova domanda ordinaria da parte dell’impresa. Il sistema dovrebbe essere disponibile nel SIAN entro il 19 ottobre 2026.
È comunque importante che le aziende procedano per tempo alla verifica della correttezza dei dati presenti nel fascicolo aziendale e nella domanda a superficie 2026.
La dotazione finanziaria e la riduzione degli importi
La misura dispone complessivamente di 136.797.600 euro, di cui 45.599.200 euro di risorse dell’Unione europea e 91.198.400 euro di cofinanziamento nazionale.
La superficie ammissibile calcolata a livello nazionale è pari a 4.225.636,16 ettari.
Il fabbisogno teorico, applicando gli importi massimi previsti dal decreto, sarebbe stato pari a 156.063.494,70 euro, superiore di circa 19,3 milioni di euro alla dotazione disponibile.
Di conseguenza, AGEA ha applicato una riduzione proporzionale di circa il 12% agli importi unitari.
Gli importi effettivamente riconoscibili
Gli importi definitivi risultano quindi inferiori ai massimali inizialmente indicati dal decreto ministeriale.
| Coltura | Massimale del decreto | Importo effettivo |
|---|---|---|
| Cereali, esclusi mais da granella e mais ceroso | € 35,25/ha | € 30,90/ha |
| Mais da granella | € 64,30/ha | € 56,36/ha |
| Mais da insilato ceroso | € 41,55/ha | € 36,42/ha |
| Seminativi a foraggere non leguminose | € 32,80/ha | € 28,75/ha |
| Barbabietola da zucchero | € 35,30/ha | € 30,94/ha |
| Girasole | € 36,00/ha | € 31,56/ha |
| Colza e ravizzone | € 29,60/ha | € 25,95/ha |
| Olivo da olio e da mensa | € 25,55/ha | € 22,40/ha |
| Nocciolo | € 30,25/ha | € 26,52/ha |
Istruttoria e pagamenti
AGEA provvederà alla predisposizione della domanda automatica, all’istruttoria e ai controlli amministrativi, alla determinazione del contributo e al pagamento delle somme spettanti alle aziende beneficiarie.
I pagamenti sono previsti entro il 28 febbraio 2027 per la componente finanziata dall’Unione europea ed entro il 31 maggio 2027 per il cofinanziamento nazionale.
Le principali colture escluse
Non accedono al sostegno automatico le colture per le quali l’incidenza stimata dell’aumento dei costi dei concimi non supera la soglia dell’1,5%.
Tra le principali produzioni escluse figurano vite, agrumi, fruttiferi, uva da tavola, pomodoro da industria, ortaggi, prati, erbai e colture leguminose.
Possibile intervento della Regione Campania
Per le colture escluse dalla misura nazionale, il decreto consente alle Regioni e alle Province autonome di attivare specifici interventi attraverso i rispettivi Complementi per lo sviluppo rurale, utilizzando risorse FEASR.
Il contributo regionale potrà arrivare fino al 50% dei maggiori costi sostenuti e fino all’80% per gli agricoltori sottoposti a impegni od obblighi di riduzione dell’impiego dei concimi.
Si tratta, tuttavia, di una possibilità e non di un intervento automatico: sarà necessaria una specifica scelta della Regione, la disponibilità delle risorse e l’adozione delle relative disposizioni attuative.