La “Federazione Apicoltori Italiani – Campania” e L’associazione Api e Biodiversità informano i propri associati che è stato segnalato un focolaio di Aethina Tumida nel territorio di Itri, in provincia di Latina, causato con tutta probabilità dall’importazione incontrollata di sciami contaminati.

In attesa di comunicazioni ufficiali e della pubblicazione completa dei provvedimenti sanitari adottati, le Autorità Veterinarie del Lazio hanno già attivato misure precauzionali finalizzate a limitare qualsiasi rischio di diffusione del parassita bloccando la movimentazione delle api e la smielatura.

La situazione richiede la massima attenzione da parte di tutti gli apicoltori campani, in particolare di coloro che effettuano attività di nomadismo, compravendita di nuclei e regine o che hanno avuto recenti contatti commerciali con le aree geografiche attenzionate.

FAI Campania e Api&Bio, pertanto, invitano gli apicoltori a intensificare immediatamente le attività di monitoraggio dei propri apiari, prestando particolare attenzione ai seguenti aspetti:

– Ispezione accurata del fondo degli alveari e dei cassetti diagnostici.
– Controllo degli angoli nascosti dell’arnia, delle testate dei telaini e delle zone meno frequentate dalle api.
– Ricerca di esemplari adulti di Aethina tumida, piccoli coleotteri di colore bruno-nero lunghi circa 5-7 mm.
– Verifica della presenza di eventuali larve sospette sui favi.
– Controllo di fermentazioni anomale del miele o di fenomeni di colatura eccessiva all’interno dell’alveare.
– Verifica di eventuali comportamenti anomali delle colonie o improvvisi fenomeni di indebolimento.

E’ scontato ribadire che particolare attenzione dovrà essere riservata agli apiari che hanno recentemente acquisito materiale biologico proveniente da altre regioni o che hanno effettuato movimentazioni nel corso degli ultimi mesi, in particolare da Calabria e basso Lazio.

Qualora durante i controlli vengano rinvenuti insetti o larve sospette, è fondamentale:

– non movimentare alveari, nuclei, sciami o materiale apistico;
– documentare il ritrovamento mediante fotografie;
– contattare tempestivamente il Servizio Veterinario competente;
– evitare qualsiasi intervento che possa alterare o disperdere eventuali campioni utili alle verifiche ufficiali.

La rapidità della segnalazione alle autorità rappresenta uno degli strumenti più efficaci per contenere eventuali introduzioni del parassita in quanto l’esperienza maturata negli anni nelle aree interessate dalla presenza di Aethina Tumida dimostra che il rigoroso rispetto delle norme di biosicurezza e della tracciabilità delle movimentazioni costituisce il principale strumento di prevenzione e contenimento.

Oltre alle comuni raccomandazioni di diligenza operativa, FAI Campania e Api&Bio raccomandano vivamente di rispettare scrupolosamente tutte le disposizioni emanate dalle Autorità Veterinarie.
Continueremo a seguire l’evoluzione della situazione e a tenere informati agli associati su ogni aggiornamento relativo agli esiti del  contenimento e della diffusone dell’infestazione.