Confagricoltura Campania ha partecipato oggi al Tavolo tecnico che si è tenuto presso la Regione Campania per affrontare la diffusione della tubercolosi bovina e individuare misure concrete a sostegno delle aziende zootecniche.

L’incontro ha rappresentato un momento di confronto operativo tra istituzioni, servizi veterinari, mondo scientifico e rappresentanze agricole, finalizzato alla definizione di misure di contenimento della malattia e di sostegno al comparto.

La discussione si è articolata secondo tre direttrici principali: valutazione degli interventi tecnici per il controllo e la prevenzione della TBC; programmazione delle azioni di biosicurezza negli allevamenti allo stato brado e semi-brado; definizione di misure economiche a supporto delle imprese.

È stata evidenziata la necessità di rafforzare il sistema di sorveglianza sanitaria attraverso l’utilizzo integrato degli strumenti diagnostici, la riduzione dei tempi di individuazione dei capi infetti e l’adozione di modelli gestionali basati sull’analisi del rischio. Centrale il ruolo degli allevatori, la cui collaborazione è considerata determinante per l’efficacia delle misure.

Particolare attenzione è stata riservata poi agli allevamenti estensivi, dove permangono criticità legate all’assenza di strutture di contenimento, all’utilizzo promiscuo dei pascoli, alla mobilità delle mandrie e al contatto con la fauna selvatica. Tra le azioni individuate, la mappatura dei pascoli, l’interdizione temporanea delle aree infette, l’isolamento dei capi positivi, la gestione dei punti critici e l’introduzione di strumenti di autocontrollo aziendale. È stato evidenziato inoltre il ruolo fondamentale dei Comuni nel coordinamento territoriale.

Il tema degli indennizzi ha rappresentato uno degli aspetti più critici. Ad oggi si attestano mediamente intorno a circa 1.000 euro per capo, con valori inferiori (circa 500 euro per bovino adulto, 300 euro per vitellone, 200 euro per vitello) e senza ristoro per capi oltre gli 8 anni. A livello regionale si stimano circa 2.000 capi coinvolti e un fabbisogno minimo di 600.000 euro.

Alla luce di tali elementi, è emersa quindi la necessità di un intervento regionale integrativo per rafforzare gli indennizzi, sostenere le aziende e garantire la continuità del comparto zootecnico.