Il commissariato di Governo per le bonifiche Giuseppe Vadalà ha licenziato un primo elenco dei siti da bonificare e che in questo momento rappresentano il quadro dell’emergenza ambientale italiana. Il documento rivela 38 mila aree contaminate che necessitano di interventi di bonifica.
Un’operazione da 2,5 miliardi di euro sostenuta da due linee di finanziamento: una già stanziata, pari a 242 milioni, dei quali però a metà del 2025 risultava speso solo un quarto (64 milioni); l’altra – di medio periodo – pari a 342.798.878 fino al 2027 che sarà parte integrante di un volume di risorse complessivo quantificato in 2,527 miliardi per restituire un po’ di salute a un Paese malato.
Nella mappa nazionale la Campania registra 14 siti che entro il 2030 dovranno tornare in salute e sciogliere il nodo della criticità. Preoccupante è la situazione dei siti da bonificare tra le province di Napoli e Caserta, dove dove il dossier del commissario di governo censisce siti per i quali il livello di emergenza è considerato altissimo, anche in considerazione del fatto che bisogna avviare tutte le procedure per la bonifica a emessa in sicurezza. Le aree sono quelle di Agrimonda (Mariglianella), Calabricito e Curcio (Aversa) Cava Suarez (Napoli) Discarica Pirucchi e Discarica Iovino (Palma Campania) Cava Al.Ma. (Villaricca) Discarica Paenzano 1 e 2 (Tufino), Cava Purgatorio Capua, Località ex Pozzi Ginori (Calvi Risorta), Cava Monti (Maddaloni), Località Caponi di Sagliano e Località Masseria Annunziata (Villa Literno), Lo Uttaro (Caserta). Questo elenco è stato identificato e repertato già nel maggio 2025, e ora è in attesa dell’avvio delle operazioni di bonifica e messa in sicurezza. In aggiunta a queste aree la relazione del commissario Vadalà aggiunge ulteriori 14 siti di interesse, di cui però soltanto uno deve ancora essere regolarizzato, a Pagani, in Località Torretta nel salernitano. Gli altri 13, censiti tra le province di Avellino, Benevento e Salerno, sono già stati messi in sicurezza tra il 2024 e il 2025.
Confagricoltura Campania segue con grande interesse tanto l’attività del Commissario di Governo, quanto l’iter legislativo per tutelare l’ambiente e preservare l’attività delle aziende agricole che operano sui territori. Già nel maggio scorso, la federazione guidata da Fabrizio Marzano ha accolto con favore il decreto “Terra dei Fuochi” che ha introdotto misure severe per contrastare reati ambientali, inasprendo le sanzioni penali e amministrative, introducendo nuovi reati come la gestione illecita aggravata e l’impedimento ai controlli, rafforzando i controlli sui depositi temporanei, potenziando gli strumenti di indagine (come l’arresto in flagranza differita e le operazioni sotto copertura) e stanziando fondi per la bonifica e la gestione dell’emergenza.
Confagricoltura Campania intende vigilare sulle attività condotte e monitorare attraverso i canali di sua competenza, i lavori di messa in sicurezza e bonifica. L’obiettivo dichiarato infatti, non è soltanto quello di tutelare e garantire le aziende agricole, ma anche la salute dei cittadini e la qualità delle produzioni che alimentano il brand Campania.