Giampaolo Rubinaccio, presidente della Sezione economica Frutta in guscio di Confagricoltura Campania ai microfoni di Radio Marte, ospite del programma “La radiazza” con Gianni Simioli.

Rubinaccio chiarisce di non volere abbassare gli standard di qualità, “ma nemmeno lavorare in condizioni che impediscono alle aziende di essere reddituali. Le nocciole sono poche, soffrono da tre anni il cosiddetto cambiamento climatico. Soffrono perchè si ritrovano in areali di media collina che ad oggi lavora “in asciutto”. Ma non c’è acqua, e se l’avessimo, non abbiamo impianti di irrigazione. Alle nocciole sono mancate le ore di freddo, un algoritmo che determina l’escursione termica utile alle nocciole”. Altro aspetto è la necessità di incentivare un ricambio generazionale nel comparto e rinnovare gli impianti, che come conferma Rubinaccio, hanno la loro età. Un impianto medio in Campania è superiore a 30 anni ed è difficile la sostituzione razziale di queste piante, perché è difficile operare. A questo aggiungiamo che le ultime norme regionali sulle aree Sic rendono ancora più arduo il processo autorizzativo di un impianto corilocolo” spiega.

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